mercoledì 25 maggio 2011

il "calvario" dei documenti: seconda settimana

Lunedì 9 maggio
Siamo nuovamente pronti per riprendere il nostro cammino.
Abbiamo appena trascorso un bel fine settimana in montagna a casa di amici. Si tagliava la legna (un modo come un altro per sfogare lo stress) e si respirava aria buona. A proposito grazie ancora dl fine settimana.
La giornata corre abbastanza spedita. A mezzogiorno vado a ritirare i certificati al ministero delle entrate e intanto Silvia passa dal notaio a ritirare copia conforme dell'atto di acquisto della casa.
Alle 16,00 chiamo in questura per il passaporto, e... INIZIANO I CONTRATTEMPI!!!
"Mi dispiace il passaporto non è stato stampato, vi consiglio di presentarvi alla questura di via Cordusio e richiedere l'urgenza". Come? L'urgenza l'avevamo chiesta la settimana prima: panico


Martedì 10 maggio
Alle 9,30 siamo in procura: rilasciamo i fogli che dovevano essere legalizzati e la signora ci dice che potevamo passare giovedì a ritirarli.
Alle 10,30 siamo in questura: "Mi spiace il passaporto non è stato stampato". Ancora?
Gli dico che avevamo chiesto l'urgenza, gli spieghiamo la situazione e gli diciamo che senza passaporto non possiamo far legalizzare i documenti in prefettura ne tanto meno autenticare i certificati.
Ci risponde: "Mi spiace, l'urgenza viene richiesta solo per motivi di lavoro o di salute e non per andare in vacanza". Andare in vacanza??? Sono un tipo abbastanza tranquillo ma li non ci ho più visto: "Ma che vacanza??? DEVO ANDARE A PRENDERE MIO FIGLIO DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO".
Le persone che avevo intorno si allontanano, il tipo mi squadra come se volesse arrestarmi. Poi mi congeda dicendo: "per venirvi incontro presentatevi qui domani mattina non prima delle 10 a ritirare il tutto". Non avevamo parole.
Improvvisamente un flash: il giorno dopo dovevamo portare tutto in prefettura per le legalizzazioni e la mattina saremmo dovuti andare in comune per le autentiche. Eravamo in ritardo e seppure il tipo della prefettura al quale avevamo spiegato la situazione ci aveva garantito che nella giornata di giovedì, avrebbero fatto tutto, non potevamo rischiare di arrivare a venerdì mattina ad aver in mano i documenti. Metti che qualcosa non fosse andato bene?
Ci viene in soccorso una collega di Silvia che ha una amica che lavora in prefettura. Se mercoledì sera le consegnavamo a casa tutto, lei le dava i documenti e giovedì pomeriggio potevamo ritirarli: GRANDE!!!


Mercoledì 11 maggio
Ore 9,55 siamo in questura. Nonostante l'anticipo di 5 minuti ci rilasciano il passaporto. STRANO!
Ore 11,30 siamo in comune. Caso vuole che ritroviamo la stessa impiegata della volta precedente. Iniziano le autentiche e le copie conformi; "ok, va bene, questo anche, questo pure... no questi 5 documenti non possiamo autenticarli (album fotografico della casa e dei futuri nonni oltre che nostro, curriculum della coppia, 2 certificati rilasciati dall'ente perchè richiedevano una certificazioni su avvenimenti futuri e il comune di Milano non può autenticare il futuro)".
Quindi? Corriamo dal notaio con quei documenti! Durante il tragitto comune-casa, gli raccontiamo telefonicamente tutto. Ci aspetta per le 14,30. 
In un'ora e con 120 euro ecco i documenti autenticati.
Ore 16,00 siamo dalla collega di Silvia che consegna tutto all'amica.


Giovedì 12 maggio
Suona il telefono, è Silvia: "pronto ciao sono io; la prefettura non può mettere il timbro sui documenti del notaio; lo può fare solo la procura". Cavolo... Chiamo la procura e mi risponde l'impiegata del lunedì: "certo che se mi avesse detto che aveva dei documenti del notaio gliel'avrei detto subito che doveva darli a noi" - "Certo che se sapevo leggere il futuro, al momento non sarei al telefono con lei". - "Va beh se riesce a portarli per le 13,00, domani li troverà pronti".
I genitori di Silvia dopo che sono stati allertati corrono alla volta della prefettura e successivamente in procura. Alle 12,30 i documenti sono stati consegnati e in mano avevamo i documenti della prefettura.
ORE 21,00: IL DRAMMA
La prefettura ha sbagliato il timbro, i documenti non andavano bene.
Chiamo il mio amico in uno stato di confusione mentale inimmaginabile. Gli spiego la cosa e gli spiego che ho bisogno di una nuovo certificato autenticato. Lui mi assicura che il giorno dopo l'avrebbe rifatto e ci saremmo trovati da qualche parte.
Ore 22,30 mi chiama un altro amico per supporto.
Intanto io e Silvia ci stavamo "scannando": non perchè la colpa fosse di uno di noi, ma perchè lo stress e l'ansia stavano prendendo il sopravvento.


Venerdì 13 maggio
Ore 8,30 siamo nuovamente in comune; chiamo una coppia che deve partire con noi, gli spiego l'accaduto e secondo lui i documenti vanno bene anche con quel timbro.
Subito dopo riceviamo la telefonata dalla prefettura. La sera alle 21,00 infatti avevamo allertato l'amica della collega di Silvia che le ha risposto dicendole che il giorno dopo le avrebbe dato notizie.
Dice che  il timbro usato è solo quello. Milano per quel paese può usare solo quello.
Usciamo dal comune e chiamiamo l'ente. L'ente ci dice che non va bene, perchè le altre prefetture hanno usato un altro timbro e dobbiamo rifare tutto.
Ritorniamo in comune e la tizia dello sportello ci dice che non poteva rilasciarci subito i certificati. Come? La volta prima si e adesso no? Interviene l'impiegata della volta precedente, le spiega cosa doveva fare ed ecco che tutto si risolve.
Ore 9,30 siamo per strada in direzione ministero delle entrate. Silvia è al telefono con il medico della asl che le rifà al volo i certificati medici. Arriviamo all'agenzia delle entrate, la persona al centro informazioni era la stessa che mi aveva consegnato i documenti il lunedì. Si ricorda di me, le spiego tutto e lei ci da una copia nuova dei certificati. ore 10,15 siamo davanti alla asl per i certificati del medico. Intanto arriva il mio amico con il certificato del comune. Silvia va al lavoro e io con il mio amico ci dirigiamo verso la prefettura con tutti i documenti fatti in 2 ore contro i 4 giorni della settimana precedente. 
Arriviamo in prefettura e ci accoglie l'amica della collega di Silvia. Ci fa parlare direttamente con la responsabile. La dottoressa una donna sui 55 anni molto dura nei modi mi assale dicendomi che lei non fa altri timbri diversi da quelli che ha fatto. Mi vomita addosso una serie di aneddoti, tira fuori frasi molto forti, e mi caccia fuori. Alle 11,59 dopo tutte le corse non avevo in mano nulla. Non potevamo presentare i documenti. 
Chiamo l'ente, le spiego la cosa e mi viene detto che dati tutti i problemi che fa Milano, vanno bene i documenti con il timbro che avevamo, perchè il paese li accetta entrambi... Non sapevo se ridere, piangere, o incavolarmi...


Sabato 14 maggio
Alle 9,30 consegniamo i documenti a Piacenza. Ci sentivamo leggeri.

2 commenti:

Bida ha detto...

...nonostante tutto...QUANTO AMORE si legge e si sente in tutto quello che state facendo!
Spero che il bimbo/a arrivi presto da voi e voi da lui/lei!
Pregherò anche per voi...

Marvia ha detto...

Grazie mille... Una preghiera in più non fa male di certo.
ciao :)