venerdì 31 maggio 2013

Sono stanco...


Sono stanco e amareggiato. Vorrei addormentarmi e risvegliarmi bambino in un mondo popolato da bambini dove la semplicità e l'ingenuità mi farebbero vivere sicuramente meglio.
Sono stanco degli abusi di potere. 
Sono stanco di gente che con una semplice parola è in grado di distruggere il sogno di una vita. 
Sono stanco di chi pensa di avere il diritto di rovinare la mia vita.
Ho voglia di mio figlio o dei miei figli.
Ho voglia di tenerli per mano. Di sollevarli al cielo, di vederli dormire, di accarezzarli.
Ho voglia di fare il papà...

martedì 30 aprile 2013

ti chiedo scusa

Ti chiedo scusa o vi chiedo scusa se per un istante, ancora, ho pensato di mollare tutto. Di abbandonarvi di nuovo.
Ho molto da imparare da voi e ogni giorno che passa me ne rendo conto.
Forse, è facile dire che posso capire cosa voglia dire essere arrabbiati perchè abbandonati. Il difficile è accettarlo e trovare una soluzione per questo stato d'animo.
E' difficile per me stesso ora. Sarà difficile domani con te o con voi.
Non so ancora se avrò la fortuna di abbracciarvi o abbracciati perchè come sempre quando le cose sembrano semplici, tac che arrivano gli intoppi... E' passato un mese da quando abbiamo fatto la domanda al tribunale di Milano per l'estensione al decreto. Venerdì 3/5 finalmente la asl ci incontrerà. Perchè? Questo prevede l'iter... 
Quanti incontri? Mi auguro uno soltanto... 
Poi? Relazione e poi il tutto di nuovo al tribunale che dovrà prendere una decisione...
Perchè? Questo prevede l'iter...
D'altronde dopo due lutti dobbiamo dimostrare, ancora, che il bisogno che sentiamo di avere due figli, sia vero autentico e sentito... Spiegare, ancora, perchè abbiamo raggiunto questa decisione. Ma si sa, ciò che conta è il bene del bambino, la necessità del bambino, il bisogno del bambino; e non delle coppie.
Ma più passa il tempo e più mi sembra che sia voi che noi, siamo considerati niente. O meglio, voi niente; io meno di niente.
Quanta burocrazia, quanti "perchè così prevede l'iter". Quanto tempo sprecato.
E intanto intorno a me tutto corre. Il tempo passa... Le frasi che si leggono sono sempre le stesse. Alla fine in tutto questo prevale sempre e solo la voglia di aver ragione. Di voler dimostrare qualcosa a qualcuno. 
Ma quello che conta alla fine è che tu o voi siete ancora la... Io sono qua a distanza di non so quanti km con la voglia che ho di potervi stringere una volta... Per sempre...
Ho rivisto i giorni scorsi le foto del vostro "fratellino", di quando con lui mi muovevo con la paura di romperlo per quanto fragile sembrava essere e che mai più credo potrò stringere a me. E' facile dirmi che devo imparare a staccarmi da lui... E' sempre tutto facile da dire. Oggi, forse, ci sto riuscendo a "staccarmi" dal piccolo N. e ho un vuoto dentro che nemmeno riesco a spiegare a me stesso. Come fare a spiegare a qualcuno cosa provo?
E intorno c'è solo tanta confusione. Nessuno sa dare una risposta, semplice, chiara, precisa... Tempo!
Ci vuole sempre e solo tempo. E intanto la vita mi prende e mi sposta prima di qui e poi di la. Come un soprammobile che da più o meno fastidio. Ogni tanto vengo spolverato e se cado e mi rompo, chi se ne frega... Un po' di colla e tutto si aggiusta, perchè tanto come un soprammobile non ho sentimenti, sono freddo, sono bello, forse, da vedere. Valgo tanto perchè faccio arredo ma alla fine prima di me o di voi c'è sempre qualcosa di più importante a cui dare la priorità.
Ora il nostro ente ha ripreso a lavorare... Per quanto? Non lo sappiamo. Speriamo di non subire nuovi intoppi e prima o poi spero di poterti o potervi finalmente chiamare: figli miei!

martedì 9 aprile 2013

Continuare o mollare?

Quante volte in questi ultimi due mesi io e mia moglie ci siamo posti, tra le mille, anche questa domanda: mollare o continuare a lottare?
Quanti dubbi e quante paure ci hanno fatto compagnia la notte... Il giorno...?!
Quante domande che non hanno risposta, e mai l'avranno?!
Quanti se e quanti ma, che ora posso semplicemente usare come carta igienica?!
Quanta incredulità da parte di chi sta "fuori" o "dentro" e quanto stupore anche alle nostre orecchie raccontando la nostra storia a chi ce la chiede?!
Quanti occhi lucidi e quante lacrime versate da noi e da chi come noi si ritrova a combattere contro non è ben chiaro ancora cosa?!
Quante lacrime da chi è già genitore adottivo, e non, che si rende conto che alla fine altri bambini ritarderanno il loro ingresso in una famiglia?!
Quanti figli aspetteranno di incontrare i fratellini o le sorelline, e quante famiglie si sono viste private improvvisamente di un appoggio psicologico magari in un momento di reale bisogno?!
Quante coppie riusciranno a completare il loro iter?!
Ma tutte queste domande che una persona si fa, sono logica conseguenza di un'azione presa e portata avanti e considerata la soluzione ad ogni problema...
Ma ogni azione ha una conseguenza e spesso alle conseguenze è più facile non pensarci. Tanto per le conseguenze c'è sempre tempo.
Il tempo cura tutto...
Il tempo ti farà dimenticare...
Solo il tempo dirà se sia giusto o sbagliato...
Per alcuni il tempo non esiste più. Per altri forse si...
La chiusura del mio ente ha avuto parecchie ripercussioni a livello mentale e pratico su parecchie coppie che già stanno subendo un crollo emotivo e psicologico non indifferente. Tra queste, anche coppie (tra cui noi) che avevano abbracciato dei bambini... Coppie che erano certe che quei bambini ormai fossero loro... Coppie pronte a ritornare in un paese ostile a tutto tranne al dio denaro. Un paese che non ha avuto mai il coraggio di cambiare e che ancora oggi nonostante centinaia di bambini restano imprigionati in un istituto, sta inventando un nuovo regolamento che mai verrà approvato e se invece succederà, sarà il classico specchietto per le allodole.
In tutta questa situazione chi ci sta rimettendo? Di chi è la colpa?
Ognuno ormai si da le risposte che meglio crede. Qualcuno ha già deciso chi farà la parte del boia e chi dell'impiccato. Qualcuno sarà nella piazza a godere per una testa tagliata.
Qualcun altro avrà il coraggio di coprire gli occhi di suo figlio per evitargli di vedere questo spettacolo e per evitargli anche un ulteriore pensiero o paura: quella di sentirsi sporco e di pensare che anche per causa sua tutto questo sta succedendo.
Perchè anche questo, come dice qualcuno, è il fantastico mondo dell'adozione internazionale.
Ma alla fine tutto ciò non fa clamore; se ne parla due giorni, quando è uscita la notizia raccontata o fatta scrivere come meglio si crede. Si cerca di dire la propria perchè le verità alla fine hanno sempre due facce, ma quando la notizia dice tutt'altro allora non fa scoop, quindi è meglio lasciarla nel cassetto o cestinarla; e così la gente continua a parlare anche a nome tuo. Si fa paladino di una giustizia che ha deciso di farsi a nome del popolo adottivo italiano e straniero.
Io e mia moglie oggi ci sentiamo abbandonati da tutto e da tutti. Messi in un angolino in attesa degli eventi. E siamo arrabbiati. Molto arrabbiati.
Ma alla fine, ecco in tutto questo che ci sta succedendo, la forza per trovare il lato positivo. Chi mi conosce mi avrà già sentito dire questa frase: "da tutto questo ho capito cosa vuol dire essere arrabbiati perchè abbandonati". E mi viene da sorridere perchè domani dovrò saper gestire questa rabbia da parte dei miei figli. Quindi si, nonostante rischiamo di dover cambiare ente per la terza volta, nonostante a luglio 2012 fossimo al 95% del nostro cammino e oggi ci ritroviamo a iniziare daccapo per la terza volta, nonostante la rabbia, la stanchezza, noi continuiamo; per i bambini, per la loro necessità di vivere in una famiglia e per il nostro desiderio che ci vuole vedere genitori.
E domani quando i nostri figli ci regaleranno il loro "fagotto", noi li potremo guardare, ringraziarli e regalargli il nostro cammino. Quello che abbiamo dovuto intraprendere per arrivare a loro... Perchè loro saranno i figli che noi abbiamo voluto.

giovedì 14 febbraio 2013

E quindi...

Si riparte con una strana carica in corpo.
Silvia mi dice che sono un po' pazzo. Forse ha ragione. Mi sento sempre positivo e sempre euforico.
Mi sembra di essere ritornato a due anni fa quando partivo con i documenti per la prima volta. Questa euforia, mista ansia, tensione, paura. Ma l'euforia per qualcosa di nuovo; verso quella strada che mi avrebbe portato da mio figlio.
E nonostante tutto, oggi sono ancora qui, più carico che mai. Devo cercare di bilanciare i momenti di entusiasmo con i momenti di panico tipo quello avuto ieri mattina che mi ha visto in un attimo sprofondare nel nero più nero. Oggi vedo azzurro, o meglio blu, come quel cielo stampato sulla foto del mio calendario.
Sono qui a preparare i documenti che speravo avrei dovuto preparare per il fratellino o la sorellina di N., con le "ansie" e le paure di sbagliare qualche cosa (ed è già capitato), ma poco importa. Alla fine io ho una convinzione dentro che è meglio non trascrivere perchè allora si che leggendola, potrei convincermi di essere pazzo davvero.
Avanti a testa bassa. Tempo per pensare non ce n'è. Da qualche parte mio figlio o mia figlia o illa pupinona mi aspetta. Illa pupinona, solo a scriverlo mi vengono i brividi.
Come direbbe qualcuno: "don't stop me now!"

venerdì 8 febbraio 2013

"Eh i soldi?"

Questa è la domanda ricorrente di queste ultime ore...
Come il 18-19-20 febbraio del 2012, l'8-9-... febbraio 2013 continua con questa domanda: "Eh i soldi?".
Fa niente se io e Silvia siamo al secondo aborto, fa niente se stiamo ripartendo per la terza volta, fa niente se tutto sommato ci sentiamo degli stracci, fa niente se pensiamo in fondo in fondo di aver anche un po' fallito... No; la cosa più importante sono sempre gli stramaledetti soldi. Perchè recuperare 6500 euro mi ridaranno mio figlio?
Questi dannati soldi, sono la causa di questa situazione eppure sembra che la vita di mio figlio valga 10.000, 50.000, 100.000 e rotti euro.
Niente mi ridarà indietro il sorriso di quel bambino o le sue vomitate sui vestiti o i suoi occhi. NIENTE!
Forse bisognerebbe che prima di parlare, le persone imparassero a capire che nella vita c'è qualcosa di più importante del denaro.
Mah... Alla fine forse il pazzo sono io che crede ancora nell'umanità delle persone.

giovedì 7 febbraio 2013

E' finita

E quindi eccoci giunti alla fine di questa storia. Di questo percorso, di questa pagina di vita.
Con emozioni contrastanti che da un lato mi lasciano un po' inebetito e dall'altro forse, stranamente, sollevato.
Appena sono stato contattato ho quasi tirato un sospiro di solievo. Mi sentivo leggero, finalmente "libero" da quel grosso punto interrogativo che da maggio del 2011 mi portavo dietro...
E ora che lo bomba è scoppiata, sono senza pensieri, senza sentimenti, apparentemente tranquillo ma anche abbastanza frastornato.
Prendiamo atto dell'unica cosa che ci è stata detta, anche se so perfettamente che è stato un "contentino", per chiudere questa vicenda, ricca di molti punti interrogativi ai quali lo stesso paese ha deciso di rispondere chiudendo alle adozioni.
E alla fine che mi resta tra le mani? Aria... Semplicemente aria. Un soffio d'aria che per alcuni istanti è stato il respiro di mio figlio e che ora vola via rilasciato da quei pugni che per giorni e giorni si sono sforzati di stringerlo a me.
Si riparte, per la terza volta; la quarta se consideriamo le parole di qualcuno di ormai 4 anni fa...
Ma come allora, come l'anno scorso e come oggi, mi possono piegare ma non spezzare.
Avanti, il motore è sempre caldo, prima o poi ce la faremo, perchè non so ancora quanta strada dovrò percorrere prima di arrivare da lui/lei, ma so che prima o poi ci incontreremo...

Buon viaggio piccolo N. nella tua nuova famiglia, se così è...

mercoledì 6 febbraio 2013

Emozioni


Ieri sera per la decima volta da quando è stato trasmesso, ho rivisto il film “notte prima degli esami”.
Nonostante conosca a memoria quasi ogni scena, mi sono messo a ridere ancora davanti alla tv.
Da quanto tempo è che non rido? 
Penso di aver disimparato ad emozionarmi. Non so più cosa voglia dire ridere, piangere, arrabbiarsi, gioire; non capisco più quando è arrivato il momento di fare una cosa piuttosto che l'altra. A volte mi trovo a ridere per non piangere, oppure ad arrabbiarmi, perchè non so cosa altro fare; a stare in silenzio perchè a dire qualcosa non servirebbe a niente, o a dire troppo facendo un gran baccano tanto per non sentirmi vuoto dentro.
Ogni giorno provo a fare un mix di tutto ciò, ma alla fine mi rendo conto che ne viene fuori solo un “big bang” che non mi da nessuna soddisfazione.
Quante volte in questi giorni ho provato a piangere, a sforzarmi per lo meno di farlo, per buttare fuori almeno tutta l'ansia che tengo dentro per un bimbo che giorno dopo giorno vedo sempre più lontano.
Quante volte ho provato a ridere o per lo meno sorridere per la speranza che ogni sorriso lo possa riavvicinare a me.
Ho provato ad arrabbiarmi verso qualcosa o qualcuno ma alla fine cosa ne esce? Niente.
Sono senza sentimenti. Mi sento amorfo, in stand by e invece vorrei per lo meno tornare a provare delle emozioni vere. Vorrei stupirmi nuovamente di fronte a qualcosa. Vorrei guardarmi allo specchio e vedere i lineamenti di occhi e bocca "sorridere" e non essere costantemente tirati verso il basso. Vorrei ridere per una battuta, piangere per un dolore, arrabbiarmi perchè è giusto arrabbiarmi.
Giorni fa, una coppia che conosco ha trovato la forza di cambiare paese, di ripartire d’accapo. Due anni di attesa circa e poi vedranno il loro sogno realizzarsi. Mi hanno lasciato senza parole quando lui mi ha detto: “saranno due anni di “vacanza” in cui ogni giorno potremo vivere la nostra vita senza aver l’incubo che ogni giorno arrivi una mail da quel paese che rimescola tutte le carte in tavola. Due anni senza ansia”. 
Mi viene solo da dirgli grazie per queste parole. Loro hanno ritrovato nonostante un percorso difficile quanto il nostro, la voglia di tornare ad emozionarsi.
Ho deciso che proverò a tornare lentamente a dedicarmi un po’ a me stesso, alle mie cortecce e alle mie radici. Appena arriverà un po’ di caldo, prenderò la bicicletta e via che girerò lungo i fiumi e le colline, solo per dire: "sono felice di essere stanco".
Ho bisogno di ritrovare la gioia nei confronti anche delle piccole cose. Quelle cose che ormai non si apprezzano più ma che alla fine sono alla base della mia vita. Senza emozioni non vado da nessuna parte. Senza emozioni non sono in grado di accogliere nessuno.


Emozioni di Lucio Battisti

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi 
ritrovarsi a volare 
e sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare 
un sottile dispiacere 
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire 
dove il sole va a dormire 
Domandarsi perchè quando cade la tristezza 
in fondo al cuore 
come la neve non fa rumore 
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte 
per vedere 
se poi è tanto difficile morire 
E stringere le mani per fermare 
qualcosa che 
e’ dentro me 
ma nella mente tua non c’è
Capire tu non puoi 
tu chiamale se vuoi 
emozioni 
tu chiamale se vuoi 
emozioni 
Uscir dalla brughiera di mattina 
dove non si vede ad un passo 
per ritrovar se stesso 
Parlar del più e del meno con un pescatore 
per ore ed ore 
per non sentir che dentro qualcosa muore 
E ricoprir di terra una piantina verde 
sperando possa 
nascere un giorno una rosa rossa 
E prendere a pugni un uomo solo 
perchè è stato un po’ scortese 
sapendo che quel che brucia non son le offese 
e chiudere gli occhi per fermare 
qualcosa che 
è dentro me 
ma nella mente tua non c’è 
Capire tu non puoi 
tu chiamale se vuoi 
emozioni 
tu chiamale se vuoi 
emozioni