giovedì 18 ottobre 2012

Auguri speciali

"Zio Marci e zia Silvia... ci penso io a fare il buon complemese/anno al vostro piccolo angioletto...
Eh! Angioletto per voi, perchè con me a volte sembra proprio un diavoletto! Quando litighiamo intendo! Ma facciamo sempre pace dopo due secondi e ci siamo promessi che non ci divideremo mai! Peccato che non siate qui con noi...
Vi aspettiamo, fate presto! 
T. ; )"

venerdì 28 settembre 2012

In gioco c'è la vita

- "Ehi sai, ho attivato sky, posso guardarmi tutte le partite di calcio che voglio, tra l'altro da qui e per i prossimi 15 giorni a parte due giorni, trasmetteranno sempre partite, ah ah ah ah".
- "Ma che bella la tua acconciatura, mi piace proprio". "Dici? non mi fa troppo vecchia?"
- "Comunque stavo pensando che è meglio disdire, l'abbonamento a sky per i film, tanto mio marito guarda solo le partite e in questi giorni è sempre attaccato alla tv"

Ore 6,40 suona la sveglia, Silvia si gira verso di me e inizia la nostra giornata:
"Allora, cosa pensi? Ce la facciamo? E' impossibile che tutto si fermi; è impossibile che il nostro bambino rimanga la, non può finire così. C'è la convenzione dell'aja ratificata. Non possono bloccare tutto, soprattutto per quelle coppie che hanno già avuto le sentenze..."
Ore 8,00-23,00
"hai letto la notizia sull'agenzia "tal dei tali"?".
"No che notizia? Oh cavoli, e adesso?".
"Ma no dai vedrai che è tradotta male, non può essere così".
"Ma no è proprio così!".
"No non ci credo, come facciamo?"
"Ma cosa pensano gli altri? Prova a mandare una mail".
"Forse è solo una proposta, forse non c'è niente di certo".
"L'agenzia "pinco pallino" riporta la cosa diversamente".
"Si è forse più chiaro ma quando sapremo realmente cosa sta succedendo?".
"Buona notte a tutti".
"Buonanotte Silvia".

Questa è la nostra vita, la vita che va vissuta, la vita che al massimo cosa fa? Ci sputa addosso.
Questa è ormai la vita che un gruppo di famiglie, bene o male, vivono da circa 2 mesi.
Il tutto, per tutti, condito da avvenimenti di vario genere.
ore 17,00: "domani stai a casa, non serve che vieni a lavorare".
ore 18,30: "un piccolo problemino al cuore, un ritardo nel battono, niente di allarmante, continua pure a fare attività sportiva..."
E quindi cosa devo fare? Rido e mi metto a costruire i lego. A 35 anni mi ritrovo la casa, o meglio la cameretta di N. con più lego costruiti di quanti ne avessi nella mia, quando avevo 10 anni.
10 anni, età in cui l'unico problema era quello di non avere pensieri.
E oggi mi ritrovo qui a combattere per dare una vita degna a mio figlio che ancora oggi si trova tanto, troppo, lontano da me, mentre oggi, 28 settembre, si celebra nel mondo "la giornata mondiale a favore dell'aborto".
E quindi cosa posso fare? Rido e costruisco i miei lego.
Rido perché gli occhi ormai sono troppo secchi. Nemmeno il collirio riesce a inumidire le pupille.

- "Ma dai, ma cosa stai dicendo? Non è possibile questa situazione".
- "Ma stai tranquillo e vedrai che tutto si risolve".
- "Ma l'ente cosa dice, e la cai?".

E io che cosa posso dirvi? Se non la stessi vivendo, forse non ci crederei nemmeno io; l'ente sta lavorando per noi e sta facendo tutto quanto è possibile e forse più, per riuscire a venirne a capo.
La cai dice che è in contatto giornalmente con il paese: strano anche io sono in contato giornalmente con il paese (e solo leggendo le agenzie di stampa), ma io non posso fare niente e forse ne so di più addirittura di loro... Ma non è possibile che uno stato non possa fare niente? Poi guardo dall'altra parte dell'oceano e mi rendo conto che gli Stati Uniti, che sono una potenza mondiale più forte dell'Italia, nemmeno loro possono fare niente.

Mi sembra di vivere dentro un film e il titolo è "matrix". La mia vita la decide una persona, devo fare quello che vogliono gli altri e attendere che qualcuno prenda una decisione in modo tale da sapere cosa potrò fare oggi, domani e tra un mese. Se oso ribellarmi, ecco che tutto diventa buio, si accende una luce alogena sopra di me, partono le sirene e il "sig. Smith" della situazione viene a rimettermi in riga e più cerco di ribellarmi più "sig. Smith" arrivano.

Caro Paese Kyrgyzstan qualasiasi cosa deciderai di fare, pensa prima che a noi futuri genitori, a tutti quei bimbi che per brevi o lunghi periodi sono stati tenuti in braccio e coccolati da questi futuri genitori che nel mondo aspettano solo di poter regalargli una VITA. Si perché in gioco c'è solo una vita, quella di questi bambini.

...E nel mondo oggi si celebra la giornata mondiale a favore dell'aborto...

martedì 18 settembre 2012

Non piangere


Ciao mia piccola palla di ciccia... Oggi è il tuo complemese. 10 o 11 mesi non lo sappiamo ancora, e mi sembra assurdo non poter nemmeno sapere la tua data di nascita. Ma si va, 1 mese cosa vuoi che sia? Cosa cambia a livello pratico? Cambia molto, perchè oltre a perdermi ogni giorno della tua vita, al momento non so nemmeno quando sia nato mio figlio...
Ti immagino, nonostante il ricordo di quei giorni sia un po' annebbiato, come sempre intento a fissare ogni singolo angolo della tua stanza, ogni singola cosa che ti circonda, ogni singola azione fatta dalle poche persone che ti stanno intorno.
Ti immagino mentre ancora allunghi le mani per prendere il biberon dei tuoi amichetti, mentre ancora mugugni qualcosa, e mi chiedo se, così come hai fatto come me, stai vomitando addosso alla tata...
Ti immagino mentre racconti qualcosa con il tuo "da-da-da" così come hai fatto con la mamma qualche istante prima o dopo esserti addormentato tra le sue braccia.
Ma tu non piangi mai... Solo quando ti hanno svegliato per toglierti dalle braccia della mamma per rimetterti nel tuo lettino hai pianto.
Un pianto che io non ho sentito perchè quel giorno non potevo stare con voi. Un pianto che però mi sembra di sentire ogni volta che vedo la mamma e ripenso a quando me l'ha raccontato...
Non piangere ancora, perchè sei un bambino forte, più forte del tuo papà che ogni tanto si lascia andare a scatti di rabbia perchè si rende conto di essere impotente e per l'ennesima volta capisce di non poter far niente se non pregare affinchè qualcuno si metta una mano sul cuore e ci permetta di venire a prenderti.
Non piangere ancora perchè non ti abbandono, e se mi stai "ascoltando", dì pure ai tuoi piccoli, ma grandi, amici che anche i loro genitori non li abbandonano e quando qualcuno lo deciderà ci incontreremo nuovamente.
Buon complemese mio piccolo N.

martedì 31 luglio 2012

La foto

Ti ho fatto una foto mentre sei in braccio a chi un domani spero sarà tua mamma.
Si, finchè non sarai a casa con noi non ci saranno certezze, non ci saranno garanzie. Non voglio illudermi ancora, ma dentro di me continuo a crederci...


Stai dormendo... Tu che fino a quel momento sei stato tenuto in braccio solo dalle tate, dopo nemmeno tre ore trascorse insieme, ti sei addormentato tra le sue braccia con il dito in bocca.
Non era la prima volta, era già successo mentre andavate insieme a fare la visita medica e il traballare del pulmino ti aveva cullato a tal punto da farti addormentare.
Tu piccolo che nella tua breve esistenza ne hai vissute molte di più di noi nella nostra vita, ti sei appoggiato al suo petto e hai chiuso gli occhi. Penso che quando un bimbo si addormenta così nelle braccia di qualcuno è perchè si sente al sicuro, si sente protetto, si fida...
Un immagine che anche se non avessi fotografato, difficilmente sarei riuscito a dimenticare.
Dormi sereno piccolo mio, non ti agitare. Al momento i vostri cuori sono si lontani, ma più vicini di quanto puoi immaginare.

mercoledì 25 luglio 2012

Il nido



In 35 anni è la prima volta che mi capita di vedere quanto riporterò di seguito...

Stavo aspettando l'autobus. Sopra la mia testa continuavo a sentire un rumore strano come di legni che si spezzano o picchiano tra di loro; alzo lo sguardo e vedo un piccione che "litiga" con i rami di una pianta.
Mi dico che è proprio stupido; perchè continua a saltare da un ramo all'altro in quella maniera facendosi pure del male, dato che le ali continuano a picchiare contro i rami in quei movimenti così scoordinati? Ad un certo punto ecco che vola via e si "tuffa" dentro un altro albero. Passano pochi secondi e dopo un continuo rumore di ramoscelli spezzati, eccolo che esce fuori dall'albero con nel becco un ramoscello. Rientra nell'albero di prima e continua a far baccano. Rifà l'operazione 3-4 volte in quei 5 minuti di attesa. Alla fine ci sono arrivato: stava costruendo il nido; con il becco spezzava i ramoscelli più teneri che trovava su una pianta che poi trasportava nell'altra pianta e posizionava tra due rami molto vicini tra di loro. Guardando dal basso la cosa, mi chiedevo perchè dovesse fare così tanta fatica, non poteva cercarsi un altro albero o un altro posto un po' meno impegnativo? Poi mi sono detto che quello che stavo vedendo dal basso non era certo quello che lui vedeva dal suo punto di vista o dall'alto...

Così anche tutti noi che continuiamo a porci domande e sembra sempre che cerchiamo risposte a tutto nella speranza che la risposta sia la più semplice di tutte.
In realtà anche noi come quel piccione stiamo costruendo il nostro nido all'interno della nostra coppia per poter presto accogliere chi prima chi dopo un figlio. Quel nido per il piccione rappresenta il posto per deporre le uova, per noi rappresenta un modo come un altro per rasserenare gli animi e prepararci a quel giorno.
Non importano le difficoltà che stiamo affrontando. Non importa se qualcuno ci dice che sarebbe stato tutto più facile se, o sarebbe tutto più facile se... L'importante è fare quello che noi vogliamo e non farci toccare dai pensieri e dalle parole di nessuno. Continuiamo sereni, per quanto possibile, questo cammino e un giorno ci accorgeremo che nel nostro nido è entrato qualcuno.

domenica 15 luglio 2012

ciao R.

Ciao piccolo R. Il giorno dei saluti è arrivato. Il destino ha deciso che non fossi tu nostro figlio. E noi non possiamo fare altro che prenderne atto.
Avevamo già intuito qualcosa mesi e mesi fa e nonostante una voce ai tempi mi disse: "non abbandonarmi anche tu", di certo ormai ho avuto la certezza che quella voce non era la tua.
Quello strano stato d'animo che dal 18 febbraio mi prendeva quando guardavo la tua foto non l'ho voluto mai prendere in considerazione più di tanto. Mi dicevo che era il classico meccanismo di autodifesa per evitare di soffrire ancora. E invece no... Sia io che te sapevamo che sarebbe andata a finire così.
Per un anno sei stato il tramite di chissà quale disegno studiato per noi.
Già l'anno scorso quando ci hanno "presentati" molto probabilmente tu non c'eri già più. Non me la sento di dirti addio, ma semplicemente ciao. Un domani chissà le nostre strade potrebbero incrociarsi ancora, in un altro mondo e con altre storie.
Prepararsi non serve a niente, perché niente e nessuno ci può insegnare ad affrontare la perdita di un figlio anche se solo conosciuto in foto.
Ti posso solo ringraziare e farò in modo di vegliare su di te e di pregare affinché qualcuno dall'alto vegli su di te.
Sei stato colui che mi ha insegnato ad essere padre, seppure solo da una fotografia. Mi hai aiutato a lasciarmi andare, a vedere con occhio di padre tutti i bambini che incontravo sulla mia strada. Mi hai dato molto e di certo darai o starai dando molto a quelle persone che ti stanno tenendo per mano in questo momento.
La vita continua e non importa se a colori o in bianco e nero. L'importante è che continui. Per noi è arrivato il momento di voltare pagina e di dedicarci solo ed esclusivamente a chi sarà nostro figlio.
Ciao piccolo grande R.  




Caro piccolo R., con oggi devo dirti davvero Ciao.... il destino ha riservato per noi e per te una storia diversa, che non si congiungerà mai, se non in un'altra vita.
Non avrei mai voluto che arrivasse questo momento, ma la vita continua e ho dovuto accettare che non fossi tu mio figlio.
I giorni scorsi siamo venuti in quella che, per un po' di tempo, è stata la tua casa... Ti abbiamo cercato, ti vedevamo in ogni bambino che con il sorriso ci correva incontro prendendoci per mano con la speranza che potessimo diventare i suoi genitori.
Ogni volta era un colpo al cuore, da un lato speravo di non trovarti per non soffrire ancora, ma dall'altro avrei voluto incontrarti, almeno una volta. 
Così non è stato, il tuo cammino di vita ha seguito un'altra strada e un'altra famiglia ha deciso di accoglierti.
Di te ci rimane solo una foto, quella foto che un anno fa ci ha insegnato a capire veramente cosa significa amare un figlio, cosa significa "dare tutti noi stessi" per lui.
Ora, piccolo R., è arrivato davvero il momento di dedicarmi a quel bimbo che il destino ha deciso potrebbe essere nostro figlio, sono certa che saprai perdonarmi e capirmi.
Per quanto mi riguarda sappi che non ti dimenticherò mai, sarai sempre nel mio cuore, un cuore di mamma che ha imparato a volerti bene da subito, anche se solo guardandoti su una fotografia. Per te abbiamo fatto tutto, come spero che tanto stiano facendo anche i tuoi nuovi genitori. Anche tu per me hai fatto tanto, mi hai fatto superare tanti limiti e tante paure, per venirti a prendere avrei fatto tutto, così come ho fatto e dovrò ancora fare per il piccolo che spero arriverà nella nostra casa.
Ti auguro tutto il bene del mondo, ti ricorderò ogni giorno nei miei pensieri... 
Grazie.
Ti abbraccio infinitamente.
La tua quasi mamma.

lunedì 2 luglio 2012

giorni e giorni...

Ci sono dei giorni che sarebbe meglio stare in silenzio. Ma le parole escono anche senza volerlo.
Ci sono dei giorni che si vorrebbe dire qualcosa... Ma non si trovano le parole da dire.
Oggi è uno di quei giorni. Ho voglia di scrivere, di parlare, ma non so nemmeno cosa dire.
Provare a non pensare a tutto non serve a niente.
Provare a buttarsi a piedi uniti solo nel rapporto con Silvia nemmeno.
Abbiamo passato un(?) sabato e una(?) domenica a sperare arrivasse prima il lunedì. 
Non è più vita questa. E quando arriva il lunedì mi ritrovo senza forze perchè naturalmente il sabato e la domenica ho fatto di tutto, tranne che provare a riposare.
Mi continuo a dire: arriverà la fine... Ma non sarà mai la fine, perchè anche quando riusciremo a partire, dovremo tornare senza il bambino e poi dovremo aspettare ancora e ancora per poterlo andare a riprendere...
E come si vivrà questo periodo?
"Bene" perchè eccitati dall'averlo visto e ricaricati per un nuovo periodo da affrontare senza di lui.
Male perchè se ora ogni singolo istante ci sembra interminabile, chissà cosa sarà dopo.
Provo a ricercare il mio io, la mia storia, la nostra unicità di coppia, la nostra storia, il nostro destino il nostro presente e il nostro domani... Non trovo nulla e mi continuo a dire che tutto passerà quando finalmente mi diranno il giorno della partenza.
Non riesco più a concentrarmi sul fatto che prima o poi tutto si concluderà e poco importa il quando tanto siamo in dirittura di arrivo. Ora voglio anche io la mia data di partenza!
Ma perchè ogni volta che potrebbe arrivare il nostro turno, chi c'è dietro il bancone decide di andare in "pausa caffè"?
Non ce la faccio più!